venerdì, novembre 12, 2010

Caccia grossa

Pur abitando in campagna, anzi confino con la campagna aperta, non ho mai amato particolarmente insetti e bestie affini.
Persino i grilli mi fanno lezzo, per non dire schifo e così, quando ci siamo trasferiti, dopo la prima settimana ho imparato che in casa il Baygon verde, quello bello potente e puzzoso, non deve mai mancare.
Nonostante sia passato un anno, non riesco ad abituarmi a tutte quelle cose striscianti e non che ogni tanto mi capita di trovare la mattina aprendo la porta di casa.
Uffa!
Così, più o meno tutte le mattine, il rito che ripeto quanho ho messo fuori dalla porta i bimbi, è quello di spruzzare la soglia di casa con il profumo puzzolento e funziona pure.
La sera, quando si apre la porta di casa  troviamo un sacco di cadaveri da cui Nicolò rifegge schifato, mentre Carlotta prima che vengano seppeliti in giardino guarda affascinata.
Cosa ci troverà, poi, non l'ho ancora capito.
Ieri stessa scena.
Apro la porta e noto delle strane cose per terra, proprio lì, vicino alla scarpiera.
Le osservo attentamente ma si sa che io sono orbo e così lascio perdere.
Vado in cucina ed è stato in quel momento che l'ho visto o meglio intravisto.
Una macchia. Veloce. Grigia. Con la coda.
ARHHHHHHHHHHHHHH.
Un schifossimo "leone" in cucina.
Niente panico, please. Siamo inglesi.
Prendo il telefono e chiamo il consorte. Non venire a casa subito. Passa a prendere il domatore e una frusta.
Arriva dopo un'eternità. Un lasso di tempo enorme durante il quale sto ai fornelli, perchè i figli comunque devono mangiare, fluttaundo in aria, stile fatine della bella addormentata nel bosco.
Ma lo sapevate che adesso le trappole sono da costruire?
ok, sono quelle di cartone ma devi prendere i guanti, e costruirle con il rischio di rimanere attaccato alla colla e dover buttare via tutto.
Che schifo un leone in cucina.
E se mentre mangiamo salta fuori e ci aggredisce? Oddio e se torna dal lavoro anche la sua mamma e il suo papà?
E se usassi uno spray? Naaaaaaaaa, molto meglio il folletto...ma la caccia vera e propria è iniziata dopo cena.
L'uomo grande di casa inizia a togliere lo zoccolo del mobile. Si china e dopo due secondi si gira tutto sorridente con un: è lì. E' piccolissimo.
Ok. Ma seccalo e possibilmente senza troppo spargimento di sangue.
Nicolò, l'ometto di casa, alla parola "leone" si butta su di una sedia, mentre la "rossa" con fare indifferente chiede: ma lo posso prendere in mano? Dopo lo possiamo tenere?
Certo come no! Lo adottiamo.
Trappole ovunque e poi via di corsa in camera, dopo il "leone-topo" non può venire perchè "lui le scale non le sa fare"......al sospiro di sollievo di Nicolò è seguito lo sguardo stupefatto di Carlotta con un: ma Nico se lui è il cugino di Ratatuille sui muri cammina.
Il tempo di mettere piagiama e dvd nel lettere che il consorte esclama: è fatta e Nicolò si è precipitato in cucina per vedere il prigioniero, con Carlotta che urlava perchè lo voleva vedere ma voleva che suo padre lo portasse in camera sua.
Così, l'ho portata al piano di sotto, dove ha cercato di vedere come era fatto il "leone-topo" e dopo aver guardato (per la verità non si vedeva un gran chè) la coda (il resto del corpo era rimasto intrappolato nella trappola, attaccato alla colla e coperto di nastro adesivo. Un lavoro da serial killer) mi ha guardato e ha detto: ma mamma non era un leone. Era solo solo un topo.
Lo possiamo tenere? Se è Ratatuille ci fa poi anche da mangiare!

Bleah, che schifo!

Buon week-end


Mely
che si sta attrezzando con fucili ad alta precisione per la prossima caccia

5 commenti:

Micaela ha detto...

Oddio... O mio Dio! Mi vengono i brividi soltanto a leggerle ste cose, figuriamoci se mi ci trovassi pure io! Hai tutta la mia comprensione e solidarietà!

barbara ha detto...

Lo scorso agosto ad Amsterdam in un hotel a cinque stelle, la sera a cena (appena arrivati!) mi accorgo di una figurina saettante tra i piedi dei vari commensali, si infilava nelle fissure dei pannelli di legno. Argh! Non sono nè paurosa, nè schifiltosa, ma sono rimasta di stucco e sono andata serafica dal responsabile per farglielo notare. lui mi lascia ancora più basita: "ad Amsterdam sono ovunque, è imnpossibile debellarli, ma sono piccoli e inoffensivi!" Mi sono ritirata in buon ordine... con mio marito che diceva: "te l'avevo detto!". Per fortuna non ne abbiamo più visti, ma effettivamente non era che un piccolissimo topolino e per nulla ripugnante, andava a mangiare le bricioline e si ritirava in buon ordine. Ovviamente i bambini lo hanno trovato splendido :-)

Giò ha detto...

Grazie, grazie e ancora grazie!!!
Mi sono appena fatta quattro grasse risate leggendo il tuo post! La mattinata non era iniziata sotto i migliori auspici con due figlie adolescenti e almeno quattro carichi di biancheria (piove) che hanno dato una mano LOL, ma adesso è tornato il buonumore e il sorriso!!
Ancora grazie!!!
Giò
Giò

Almalu's Place ha detto...

tua figlia è uno spettacolo!!:)

colores ha detto...

HAHAHHA Mi dispiace io vivo circondata da verde e quello che per molti é una meraviglia per me é un incubo ci sono topolini che girano per la terrazza ed io... ormai la terrazza la visito solo di tanto in tanto!!!